Maurice Audouard

Maurice Audouard

Tutti quelli che hanno conosciuto Maurice, o semplicemente lo hanno incontrato, percepivano la sua energia, la sua tenacia, la sua autorevolezza, la sua eleganza, il suo carisma. La parola carisma, deriva dal greco "Kharis" ossia dono, offerta. Un dono che non ha esitato ad offrire a noi tutti. A noi che, forse senza rendercene conto, nel ricordarlo, ci siamo ripetuti spesso parte del giuramento di Ippocrate: "Terrò chi mi ha insegnato quest'arte in conto di padre".

Maurice era un uomo semplice; umile, ma dotato di fermezza. Ostinato e risoluto come pochi, quando si prefiggeva un obiettivo andava fino in fondo, senza farsi scoraggiare da nessuno.

Maurice era rispettoso, nei confronti dei pazienti prima di tutto e degli allievi, pur sferzandoli se necessario. Rispettoso dei colleghi, che sapeva coinvolgere prepotentemente, come anche di tutte le professioni sanitarie, pur facendosi rispettare a sua volta. Sapeva ascoltare, riuscendo a far sentire chiunque al centro dell’attenzione, non solo la sua, ma quella di tutti.

Ma la cosa più potente, quella che ci ha sempre conquistato era la sua passione, inossidabile nel tempo. Maurice era appassionato del suo lavoro di osteopata ma lo era ancora di più dell’insegnamento. Primo ad arrivare ed ultimo ad uscire dalla scuola, trasmetteva nelle sue lezioni un entusiasmo contagioso; anche in quelle che teneva da 30 anni.

Maurice è il padre di un’osteopatia essenziale ma profonda, coerente, consapevole e raffinata. Un’osteopatia che entra nelle mani e dalle mani esce in maniera dolce, vigorosa, rispettosa, potente. E dalle mani si diffonde in maniera virulenta, contagiosa, contagiosissima per entrare nei pazienti e nelle mani degli allievi. Una malattia buona, che non nuoce, che entra in altre mani e dalle stesse fuoriesce in maniera dolce, vigorosa, rispettosa. Un osteopatia vera, che ha i suoi cardini ma anche mille sfaccettature: l’osteopatia per ciascuno di noi. Molteplice eppure unica. Un’osteopatia senza fronzoli ma senza scorciatoie. Senza classifiche, senza capiclasse, senza usurpatori o vati di turno. La casa di tutti gli osteopati, che si costruisce dalle fondamenta e non dal tetto.

Seguiamo i suoi insegnamenti e facciamo anche di noi degli osteopati semplici, rispettosi, appassionati e liberi…… pur nel grande dolore, nel vuoto incolmabile che abbiamo dentro, nella immensa tristezza e nel profondo smarrimento, ritroviamoci nella gioia di averlo incontrato e nell’eterna gratitudine che gli dobbiamo.

Ciao Maurice